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Neisseria meningitidis
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mwbqmwbgNeisseria meningitidis mwbw(Albrecht & Ghon) Murray, 1901cite-ref-1[1] (pronuncia: /meninˈʤitidis/), conosciuto anche come mwdqmeningococco, è un batterio aerobio, mwdgbatterio mwdwGram-negativo, un mweamicrorganismo che colonizza esclusivamente la specie umana.cite-ref-0-2-0[2] È l'agente eziologico della mwfqmeningite batterica e di alcune mwfgsetticemie che pongono ad alto rischio la vita del paziente (meningococcemia)cite-ref-3[3]cite-ref-4[4].
Venne scoperto da mwiaGiovanni Battista Ughetti nel 1880 e poi isolato e coltivato in vitro da mwiqAnton Weichselbaum nel 1887.cite-ref-5[5] Infetta soltanto esseri umani e non esiste un mwjgportatore animale. È l'unica forma di meningite batterica conosciuta che causa epidemie, soprattutto in Asia e in Africa, in quella zona conosciuta come "cintura della meningite".cite-ref-0-2-1[2]
Contents
• Terapia
• Note
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Morfologia
mwmgN. meningitidis è un batterio dalla forma rotonda; più specificamente, tende ad associarsi con un altro microrganismo della stessa specie per formare un mwmwdiplococco a forma di chicco di caffè.cite-ref-6[6]
Metabolismo
Habitat naturale
mwowN. meningitidis appartiene, nei casi fisiologici, alla mwpaflora batterica presente nel mwpqrinofaringe di circa il 5-15% della popolazione adulta.cite-ref-ncbi-nlm-nih-gov-7-0[7] Poiché non è mai stata isolata in esseri diversi dall'mwqguomo, è stata ipotizzata la forte dipendenza del meningococco dalle fonti di ferro umane, in particolare mwqwlattoferrina e mwratransferrina.cite-ref-8[8]
Quindi il microrganismo non è necessariamente un mwsgpatogeno; alberga nel rinofaringe di persone sane come innocuo mwswsaprofita senza dare necessariamente manifestazioni patologiche (mwtaportatori sani).cite-ref-0-2-2[2]
Sopravvivenza all'ambiente esterno
Al di fuori dell'ospite sono sensibili alle radiazioni UV, all'essiccamento e al freddo (temperature <24mwuw °C; deve essere tenuto presente questo particolare in caso di prelievo a scopo diagnostico).
Esso può trasmettersi da un portatore all'altro per mezzo della via aerea, attraverso secrezioni nasali e faringee.cite-ref-0-2-3[2]
Isolamento e gold standard
Prelievo
Il mwxqgold standard che consente l'identificazione di mwxwN. meningitidis si basa sulla crescita di colonie a partire da prelievi diversi in base alla tipologia di paziente:cite-ref-9[9]cite-ref-1-10-0[10]
• prelievi di tessuti fisiologicamente sterili nel caso di pazienti malati (il mwagliquido cefalorachidiano nel caso di meningiti batteriche; il mwawsangue nel caso di meningococcemia), ad esempio mediante mwbapuntura lombare o prelievo di sangue periferico;
• prelievo di tessuti fisiologicamente colonizzati nel caso di mwbgportatori (mwbwtampone rinofaringeo).
Esame microscopico
I tessuti prelevati sono in seguito mandati al laboratorio di microbiologia clinica e analizzati mediante:cite-ref-1-10-2[10]
• esame macroscopico (per la distinzione tra meningite a liquor torbido e liquor limpido);
• conta delle cellule, glicorrachia, protidorrachia;
• esame microscopico previa colorazione Gram;
• esame colturale.
Esame colturale: liquorcoltura ed emocoltura
I diplococchi crescono in terreni ricchi, come mwhgagar-sangue o mwhwagar-cioccolato (questi soddisfano le esigenze nutrizionali e inoltre neutralizzano gli mwiaacidi grassi insaturi a cui questi batteri sono particolarmente sensibili).
Soprattutto al primo isolamento la crescita è lenta ed è favorita dal 5% di COmwig2.cite-ref-2-11-1[11]
Il batterio, dopo prelievo eseguito su mwkaliquor, viene coltivato in un'atmosfera al 5% di mwkqanidride carbonica (capnofilia) su un terreno Thayer-Martin o su un mwkwagar-cioccolato. L'identificazione avviene:
1. con siero anticapsula polivalente marcato con proteine fluorescenti (mwlgfluoresceina);
2. con metodologie biochimiche: il batterio è un mwmamaltosio e mwmqglucosio fermentante, per contro la mwmgmwmwNeisseria gonorrhoeae è in grado di fermentare esclusivamente il glucosio ed è catalasi e ossidasi positivo.
Fattori di virulenza
1. le mwqqfimbrie o pili secondari, che, insieme alle proteine OPA, gli servono per aderire alle mwqgcellule epiteliali e alle mwqwcellule endoteliali. Sono presenti al momento dell'isolamento ed esistono in due forme antigeniche: classe I e classe II;
2. la mwrqcapsula polisaccaridica, che ha un ruolo antifagocitario. Sulla base della specificità immunologica, sono definiti 13 gruppi antigenici (sierogruppi) diversi di capsula: A, B, C, D, 29E, H, I, K, L, W135, X, Y, Z dei quali i principali sono A, B, C, Y e W135;
3. le proteine della membrana esterna (indicate come OMP, mwrwouter membrane protein), che sono raggruppate in 5 classi;
4. il LOS (lipo-oligo-saccaride) della membrana esterna, che caratterizza antigenicamente i ceppi: ne vengono definiti 13 immunotipi L; è un mwsqantigene altamente tossico, in grado di portare tossicità multisistemica all'organismo;
5. IgA1-proteasi, che opera il clivaggio di anticorpi mwswIgA di sottoclasse 1 in corrispondenza della regione cerniera (enzima posseduto esclusivamente dalle Neisseriae patogene).
La proteina di membrana POR ne permette l'ingresso nell'epitelio, che viene attraversato fino al lato basale, da dove penetra nel torrente circolatorio e da qui alle mwtqmeningi.
Terapia
Per la terapia sono indicate le mwuapenicilline e i mwuqsulfamidici, in caso di resistenza o reazione allergica a queste categorie di antibiotici si utilizza mwugcloramfenicolo, mwuwcefalosporine ad ampio spettro e mwvarifampicina.
Il mwvgvaccino esiste per i sierotipi A, C, Y e W135 e, di recente, anche per il B.
Poiché la tipologia B contiene sulla membrana esterna del microrganismo acidi sialici che si trovano localizzati anche sulla membrana della cellula umana, l'immunizzazione si otteneva con un polisaccaride derivato dalla capsula, inoculato sottocute, ed era di breve durata: non più di 2 anni. La scarsa immunogenicità del polisaccaride B era da attribuire alla sua somiglianza molecolare a molecole di adesione delle cellule nervose umane e pertanto l'organismo umano non riconosceva il polisaccaride B come antigene vero e proprio. La copertura vaccinale contro il sierotipo B è disponibile anche in Italia dal 2014 (già approvata dal marzo dello stesso anno in diversi paesi europei) e in alcune regioni è stato messo a disposizione in modo gratuito.
Note
cite-note-11. ↑ mwxgmwxwmwyaGBIF, su mwyqgbif.org.
cite-note-0-22. ↑ mw1qmw1gIgiene. Medicina Preventiva e del territorio, Idelson-Gnocchi, p.mw1w 278.
cite-note-33. ↑ mw2wmw3amw3qmeningococcemia in "Dizionario di Medicina", su mw3gtreccani.it. mw3wURL consultato il 19 gennaio 2018.
cite-note-55. ↑ mw7wmw8amw8qUghetti, Giovanni Battista, su mw8gtreccani.it, Treccani. mw8wURL consultato il 22-7-2015.
cite-note-66. ↑ mw9wmw-amw-qdiplococco in "Dizionario di Medicina", su mw-gtreccani.it. mw-wURL consultato il 19 gennaio 2018.
cite-note-88. ↑ mwaq4mwaq8Pollard & Maiden, 2001, p.mwara 1.
cite-note-99. ↑ mwarqpubmeddev, mwarumwaryPage not found - PubMed - NCBI, su mwarcncbi.nlm.nih.gov. mwargURL consultato il 19 gennaio 2018.
cite-note-1-1010. ↑ mwasaRegione Lombardia, mwasemwasiDECRETO DIREZIONE GENERALE SANITA’ N. 6332 DEL 29.4.2005 (mwasmmwasqPDF). mwasuURL consultato il 19 gennaio 2018 mwasy(archiviato dall'mwascurl originale il 19 gennaio 2018).
cite-note-2-1111. ↑ mwas0J. A. Vázquez, M. K. Taha e J. Findlow, mwas4mwas8Global Meningococcal Initiative: guidelines for diagnosis and confirmation of invasive meningococcal disease, in mwataEpidemiology and Infection, vol.mwate 144, n.mwati 14, 10 2016, pp.mwatm 3052-3057, mwatqDOI:mwatu10.1017/S0950268816001308. mwatyURL consultato il 19 gennaio 2018.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) meningococcus, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatalogue-of-life(EN) Neisseria meningitidis, su Catalogue of Life.
• citerefgbif(EN) Neisseria meningitidis, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Neisseria meningitidis, su ITIS.